|
Carlo, al
secolo Carlo, nasce in un tiepido pomeriggio di aprile nella
Clinica Regia Rodolfo Busnaghi di Pinerolo. L'anno di nascita
è imprecisato perché egli ogni anno se lo
cambia per apparire sempre giovine & bello. Fin da bambino
manifesta la sua innata, spontanea e - perché no
- fastidiosa mania di arbitrare qualsiasi cosa.All'asilo
arbitra i compagnucci che giocano al dottore e l'ammalato.
Alle elementari arbitra le partite a nascondino. Alle medie
arbitra il gioco della bottiglia. Alle superiori decide
finalmente di indossare la mitica divisa nera. Dopo un po'
capisce però che quella del sacerdozio non è
la scelta migliore per la sua vita e decide di fare l'arbitro.
Inizia la sua carriera dirigendo le grandi classiche del
calcio e calcando i templi di questo sport (che tanto ci
fa ribrezzo se lo si confronta a com'era vent'anni fa): Sportella Marini, Corvia, Beroide, La Bruna e tanti altri
luoghi ameni magnifici ove tutti sognano di arbitrare. Tuttavia
il povero Carlo com'era vent'anni fa): Sportella Marini, Corvia, Beroide, La Bruna e tanti altri
luoghi ameni magnifici ove tutti sognano di arbitrare. |
Tuttavia
il povero Carlo soffre di un dramma tutto particolare. Egli
risulta essere troppo avvenente per intraprendere una degna
carriera arbitrale. Invano tenta di procurarsi alopecie
fulminanti per emulare il suo idolo Collina. Poi un bel
giorno l'illuminazione: incontra Paparesta e scopre che
si può essere arbitri e fighi.
Da quel dì decide perciò di intraprendere
anche l'attività radiofonica, che apparentemente
non c'entra una mazza, ed in effetti è così,
ma a forza di parlare di arbitri avevo perso il filo conduttore.
Ad ogni modo egli è anche esperto in arti nanotecnologiche
(ma secondo me è stregoneria) grazie alle quali allestirà
questo bel sito, mentre gli altri messi insieme non sarebbero
capaci di lanciare sul web nemmeno una pagina word. |