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La nascita
di Giorgio, al secolo Giorgio, è avvolta nel mythos
e nella leggenda. Si dice sia stato trasportato da una cicogna.
L'animale imbranato, per un mistico errore, lesse al contrario
l'indirizzo e lo recapitò a Foligno invece che a
Ongilof, nota località della Svezia popolata solo
da persone di sesso femminile, alte più o meno 1
m e 80, bionde, procaci e dai costumi assai disinvolti.
Il giovane Giorgio non si rassegna però a questo amaro
scherzo del destino e decide perciò di iscriversi
al celebre liceo scientifico di Foligno, notoriamente frequentato
da donzelle, intitolato alla memoria del grande condottiero
Arnaldo Bigozzi Buozzo. Quivi, tra i banchi di scuola, scopre
di essersi ritrovato in classe con orrendi figuri, dai tratti
somatici vagamente brutti. Nonostante ciò, egli rimane
convinto che sia predestinato al successo e alla copula
selvaggia e passa intere mattine di scuole a fingere di
seguire la lezione, mentre elabora arditi piani per guadagnarsi
quella gloria che gli avrebbe spalancato le porte del piacere. |
È
così che un bel giorno decide di fare l'assicuratore.
Nel lavoro si afferma subito sfruttando una tecnica rivoluzionaria.
Egli acquista due completi eleganti e si presenta agli appuntamenti
vestendo con la parte sopra dell'uno e la parte sotto dell'altro.
È il suo capolavoro! Egli stipula contratti di ogni
tipo. Pur di assicurarsi con un uomo del suo stile la gente
stipula qualsiasi tipo di contratto, assicurando ora il
proprio malleolo, ora la giacca di renna, ora un sacco di
patate, ora l'altra una scatola di gessetti colorati cui
manca il viola. Ma le reminiscenze della perduta Ongilof
inseguono il nostro Giorgio come fantasmi!
La svolta arriva circa due anni or sono. Lo Giorgio decide
infatti di intraprendere la carriera radiofonica, coinvolto
nell'operazione dalle stesse brutte facce che conobbe tra
i banchi di scuola. Purtroppo i suoi piani subiscono un
brutto arresto quando egli scopre di possedere una singolare
allergia ai microfoni. È costretto perciò
a rimanere sempre a sei metri di distanza dal microfono,
parlando bassissimo e rendendosi spesso assente con lo scopo
di sfogliare riviste emancipate. Nonostante ciò,
è suo il brillante progetto di costruire un microfono
con melanzane e parmigiano, così che anch'egli si
possa avvicinare e far udire la sua voce senza che al fonico
di turno venga un travaso di bile. |
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